Storia

La nostra storia: una terra, la sua banca

La nostra banca nasce nel lontano 1892, in un momento storico caratterizzato dalla necessità di combattere la miseria e l’usura che affliggevano i ceti più deboli. Erano gli albori del Credito Cooperativo: un movimento che puntava al miglioramento della società, attraverso una imprenditorialità "solidale".

Dalla sua fondazione ad oggi, per oltre 125 anni, la nostra banca ha contribuito allo sviluppo del suo territorio ed al benessere della sua gente. E’ una banca nata all'insegna della solidarietà, della cooperazione e dell’impegno per il bene comune, che nel rispetto dei principi ispiratori dei suoi fondatori, continua a crescere, sempre al passo con i tempi.


Le trasformazioni che si sono succedute negli anni sono state un ulteriore arricchimento della centenaria esperienza ed hanno rafforzato  i suoi valori ed i legami con la sua terra.

 

1892
 

Il seme della cooperazione

Il 17 settembre 1892 14 caragliesi, sotto la guida di Don Silvio Felice Ramazzina, fondarono la Cassa Rurale Di Prestiti con sede in Caraglio con "l'iscopo di largire il credito ai Soci per migliorare la loro condizione economica e morale e favorire il risparmio accettando dai Soci denaro ad interesse" (art. 2 del primo statuto).

Erano gli anni in cui nascevano le prime Casse Rurali, un movimento generato dalla necessità di trovare soluzioni pratiche alla miseria e promosso soprattutto dalla Chiesa e dai suoi sacerdoti, su sollecitazione della Rerum Novarum di Papa Leone XIII, che auspicava il miglioramento delle condizioni di vita delle classi meno abbienti attraverso concrete iniziative a carattere economico.

Nel 1800 l’usura era una diffusa piaga sociale: molti ignoravano l’esistenza delle banche, altri non avevano modo di raggiungerle agevolmente ed in ogni caso gli istituti esistenti concedevano prestiti esigui, con tassi troppo elevati e con scadenze che non tenevano conto dei ritmi di produzione, rendendo quindi difficoltoso il rimborso. Inevitabilmente, nei momenti di necessità, i contadini e gli artigiani cadevano vittime degli usurai.

La Cassa Rurale di Caraglio nacque proprio con lo scopo di contrastare questo problema e fin dai primi anni portò benefici alla popolazione, sotto la guida del primo presidente avv. Luigi Moschetti che rimase in carica fino al 1898, seguito poi da Alberto Salomone ed a partire dal 1915 da Luigi Cavallera.

1922

apertura del primo sportello

Sotto la guida del presidente cav. Riccardo Momigliano, in carica fino al 1937, quando venne costretto alle dimissioni per motivi razziali (morì in un lager nazista), venne aperta la prima sede fissa della Cassa.

Infatti i membri del Consiglio della Cassa, sino a quel momento, si riunivano ogni domenica mattina in un locale concesso dal Comune o in canonica per accettare le iscrizioni di nuovi soci.

Sempre nel 1922 venne altresì aperto il primo sportello rivolto al pubblico con grandi risultati nel miglioramento dell’economia locale.

Dal 1922 al 1944 (anno in cui venne trucidato dai nazifascisti proprio a Caraglio) il direttore Attilio Casasso collaborò attivamente alla guida della Cassa Rurale.

1932

I 40 anni della Cassa Rurale

In occasione dei suoi primi quarant’anni di vita e di attività la Cassa Rurale organizza per i suoi soci un pranzo conviviale, per trascorrere insieme un momento di festa allietato dalle note della banda musicale cittadina.

1937-1938

periodo di crisi per le Casse Rurali

Negli anni intorno al 1938 una forte crisi colpì il sistema creditizio, ripercuotendosi anche sulle Casse Rurali. In seguito ad alcuni fallimenti bancari in zona, nessuno volle più prendersi la responsabilità di far parte del Consiglio di Amministrazione. Solo su insistenza del dott. Ottavio Giriodi, delegato della Banca d’Italia, il geometra Luigi Bruno accettò di assumere la presidenza, in sostituzione di Momigliano, per tenere in vita la Cassa Rurale. Venne aiutato nella sua opera da alcuni concittadini succedutisi nel corso degli anni nella vita della nostra banca, tenendo così in vita la Cassa Rurale nei complicati anni della II Guerra Mondiale e non solo.

1940-1950

la Cassa cresce

Negli anni della Ricostruzione, la Cassa Rurale e Artigiana di Caraglio accompagna lo sviluppo delle aziende
operanti in ogni settore dell’economia caragliese, dall’agricoltura all’artigianato e al commercio, fino alle piccole
e medie industrie che nel frattempo sorgono sul territorio.

Tra gli anni ‘40 e gli anni ‘50 crescono notevolmente la “massa fiduciaria”, ossia i risparmi depositati presso la banca, così come gli impieghi e i mutui alle famiglie , in una espansione volumetrica della Cassa, con un trend di crescita che durerà anche negli anni del “boom” economico.

1952

una nuova sede per la Cassa

Con la presidenza di Luigi Bruno, la Cassa Rurale e Artigiana di Caraglio non solo supera le difficoltà connesse alla guerra, ma sfrutta l’onda della ricostruzione per crescere e dotarsi nel 1952 di una vera sede, acquistando e ampliando parte del vecchio palazzo della famiglia Marchisio 57 . La sede viene inaugurata domenica 21 settembre in concomitanza al Sessantesimo di fondazione della Cassa. La giornata è molto partecipata da parte delle istituzioni civili e religiose, dagli associati 64 e da tutta la popolazione caragliese.

1950-1970

gli anni della ricostruzione e del boom

La rinascita cooperativa attraversa la voglia di riscatto del dopoguerra fino all’entusiasmo del boom economico degli anni ’60.

La Cassa Rurale fu in questi anni sostegno alla comunità: l’attività di beneficenza fu in costante crescita; sostegno alle famiglie: molti caragliesi ebbero la possibilità di usufruire dei mutui della Cassa per diventare proprietari della loro abitazione; sostegno all’economia: il suo aiuto all'economia caragliese fu costante e determinante per lo sviluppo agricolo ed artigianale della zona.

Nel 1979 venne presentato il piano di ristrutturazione e iniziarono i lavori di ampliamento della sede di Caraglio.

2000

la fusione con la Bcc di Camporosso

Il nuovo millennio si apre con una nuova importante tappa per la Banca di Credito Cooperativo di Caraglio: la fusione con la Banca di Credito Cooperativo di Camporosso e della Val Nervia. L’istituto assume così il nome di Banca di Caraglio e della Riviera dei Fiori - Credito Cooperativo e getta le basi per uno sviluppo oltre i confini provinciali e regionali che negli anni a seguire riserverà molte soddisfazioni.

2001

la fusione con la Bcc Cuneese

La Banca di Caraglio e della Riviera dei Fiori, dopo aver gettato le basi per un suo sviluppo nella vicina Liguria, torna a rafforzarsi anche sul territorio cuneese in cui è nata. È del 2001 la nuova fusione per incorporazione, questa volta con la Bcc Cuneese, nata a sua volta dall’unione, il 6 novembre 1995, tra la Banca di Credito Cooperativo di Robilante e la Banca di Credito Cooperativo di Margarita.

La Banca prende così il nome di Banca
di Caraglio, del Cuneese e della Riviera dei Fiori - Credito Cooperativo nel rispetto delle comunità di riferimento confluite nell’istituto.

 

2001

una nuova sede distaccata

Apertura della sede distaccata di Sanremo

2009

una nuova sede distaccata

Apertura della sede distaccata di Imperia

2015

Una nuova sede distaccata

Apertura della sede distaccata di Torino

Oggi e domani

Le prossime sfide

L’obiettivo della riforma del Credito Cooperativo è ottenere un sistema più coeso ed efficiente, pur nell’autonomia delle singole banche. Il Nuovo Gruppo Bancario Cooperativo nasce dall’impegno di Cassa Centrale Banca e di molte Casse Rurali e Banche di Credito Cooperativo di tutta Italia. La volontà è continuare a valorizzare il territorio attraverso un’offerta attenta alle persone, secondo logiche di mutualità, condivisione e autonomia.