Premio Banca di Caraglio

Menzione speciale: GRANDA ZUCCHERI SPA

GRANDA ZUCCHERI SPA

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Conosciamo meglio l'azienda che ha conseguito la menzione speciale, la Granda Zuccheri, in questa breve intervista e nel video realizzato durante la serata di premiazione

Granda Zuccheri, che ha ricevuto una menzione speciale all’interno del Premio Banca di Caraglio, è leader nel confezionamento, nel commercio all’ingrosso in Italia e all’estero e nella vendita di tutti i tipi di zucchero: da quelli sfusi in cisterna a quelli in bustina e nei più svariati formati. Fondata nel 1937 a Venasca e attualmente a Busca (CN), la storia della Granda Zuccheri è anche la storia di una famiglia che da quattro generazioni fa coincidere il lavoro con la passione e che fa dell’innovazione il proprio punto di forza. Non a caso nel 1973 l’azienda è stata la prima a vendere lo zucchero in quelle bustine monodose che ancora oggi tutti noi utilizziamo. Oggi l’impresa si compone della Rinaudo Holding – la società capogruppo che si occupa del controllo di gestione, amministrazione, contabilità e risorse umane – e della Trae, l’azienda che ha permesso di terzializzare all’interno del gruppo l’attività logistica.

Granda Zuccheri ha ricevuto la menzione speciale da Progesia e da Banca di Caraglio perché da sempre instaura un rapporto umano, di apertura e di contatto diretto con gli oltre quaranta dipendenti. Il management è impegnato a mantenere un rapporto trasparente col personale evitando, quando possibile, intermediari sin dalla fase di assunzione. L’azienda ha inoltre certificazioni ISO di sostenibilità. Progesia ha intervistato Sandra Giolitti, Responsabile Amministrativa della società piemontese.

 

Per voi l’azienda è come una persona e ogni parte del corpo ha un ruolo fondamentale. Ce lo descrive? (spalle, mani, gambe, cervello, polmone, cuore)

“Crediamo che le imprese siano fatte di persone che tutti i giorni con il loro impegno costruiscono un pezzetto dell’azienda. A noi piace vedere la Granda Zuccheri come un corpo umano dove ogni parte ha la sua funzione, e dove ognuno opera per il raggiungimento di un obiettivo che è il benessere di tutti.

Il cervello è rappresentato dal consiglio di amministrazione, da coloro che elaborano le strategie aziendali.

Le spalle sono i nostri magazzini che fungono da stoccaggio dello zucchero, ed i magazzinieri, che in essi lavorano e che sono persone importanti in quanto caricando e scaricando i camion e stoccando la merce si prendono cura del nostro bene più prezioso. Le mani sono rappresentate dal reparto di produzione dove gli operatori si occupano di confezionare lo zucchero nelle varie tipologie avendone cura e prendendo tutte le precauzioni del caso essendo esso un prodotto alimentare.

Le gambe sono raffigurate dalla logistica che per noi ha una importanza fondamentale ai fini della soddisfazione del cliente, sia nelle tempistiche delle consegne, sia nel servizio di qualità che offre. Proprio per questo alcuni anni fa la Trae Trasporti Europei è entrata a far parte del nostro gruppo. 

I polmoni riguardano l’attenzione che vogliamo dare all’ambiente. Ridurre l’inquinamento attraverso l’uso di energie rinnovabili ci ha spinti nel 2011 a dotarci di un impianto fotovoltaico che alimenta con l’energia prodotta i nostri macchinari. Con la Trae ci stiamo concentrando sul trasporto intermodale che riduce l’inquinamento atmosferico e l’immissione nell’atmosfera di gas di scarico.

Il cuore ci spinge ad aderire ad una serie di iniziative no profit e rivolte al sociale. Nell’ultimo Natale abbiamo collaborato con Caritas sostenendo un corridoio umanitario in Afghanistan ed abbiamo collaborato con il CUAM (Medici con l’Africa) per un progetto sulla malnutrizione dei bambini per l’ospedale pediatrico di Pujeun in Sierra Leone. Negli anni abbiamo collaborato a diversi progetti umanitari nei paesi martoriati dalle guerre, abbiamo contribuito alla realizzazione di una scuola in Africa tramite un padre missionario e nostro conoscente che operava in quel villaggio, quotidianamente operiamo donando zucchero a favore di organizzazioni del territorio.

Ci piacciono la montagna e la musica e quindi abbiamo aderito a diverse iniziative locali come sponsor tra le quali il record di ascesa sul Monviso dei fratelli Dematteis nel 2017 e l’evento organizzato sulle piste da sci di Limone Piemonte con la campionessa Marta Bassino. Nel 2014 abbiamo realizzato un concerto intitolato A ritmo di fabbrica all’interno dei nostri reparti con l’orchestra dei percussionisti della Rai. Inoltre negli anni abbiamo festeggiato i traguardi importanti della nostra azienda attraverso feste e manifestazioni. In tutte queste iniziative abbiamo voluto sempre con noi i nostri collaboratori, dipendenti, fornitori e clienti perché crediamo nel clima di amicizia che si viene a creare, nei legami che si instaurano anche al di là del rapporto lavorativo”.

 

Come descrivereste il rapporto con le Risorse Umane, elemento distintivo che vi ha fatto avere una menzione speciale all’interno del Premio Banca di Caraglio?

“Le risorse umane sono il bene più prezioso di un’azienda perché senza di esse l’imprenditore non potrebbe realizzare i suoi progetti. Abbiamo da sempre privilegiato un rapporto diretto con i nostri collaboratori, già dalle prime fasi di ricerca e selezione del personale, avvalendoci dei curriculum che arrivano in azienda o tramite conoscenze personali. Fin da subito cerchiamo di instaurare un rapporto di conoscenza e di fiducia coinvolgendoli nei nostri progetti e cercando di trasmettere loro un’adeguata formazione attraverso corsi e strumenti di lavoro. Cerchiamo quanto è possibile di dimostrarci attenti alle loro esigenze e di responsabilizzarli nel loro operato trasmettendo loro fiducia”.

 

Il personale come recepisce le vostre azioni?

“Pensiamo che il personale recepisca in maniera positiva il nostro impegno nei loro confronti. Ciò si denota dal fatto che mediamente l’ambiente di lavoro è sereno ed il clima è disteso. A volte, penso sia normale, si verificano episodi di tensione, ma solitamente i responsabili delle varie aree funzionali sono invitati a segnalarlo all’ufficio delle risorse umane che con la direzione di adopera per affrontare il problema. Un altro segnale positivo da parte del personale è sicuramente la loro disponibilità nel collaborare ai vari progetti ed anche, negli anni l’abbiamo appurato, a sostenere la nostra azienda nei momenti più critici”.

 

Quali pratiche promuovete nell’ottica della sostenibilità?

“Il concetto di sostenibilità a livello di impresa pensiamo si debba ricondurre ad un impegno a 360 gradi in ambito economico, sociale ed ambientale. Queste tre componenti sono fondamentali e sono connesse tra di loro per cui devono essere valorizzate nella stessa misura. L’idea di sostenibilità si traduce come un impegno non solo per ridurre il nostro impatto sul pianeta, ma anche nella misura in cui supportiamo il benessere sociale ed economico delle persone.

Sulla tematica dell’impatto ambientale abbiamo da poco ottenuto la certificazione ISO 14001:2018, abbiamo adottato fonti di energia rinnovabile dotandoci di 2 impianti fotovoltaici (da 75 kw e 250 kw) ed attraverso il trasporto ferroviario ci impegniamo nel ridurre l’inquinamento atmosferico.

Per quanto riguarda la sostenibilità sociale cerchiamo di garantire uguaglianza di trattamento nei confronti dei nostri collaboratori rispettando il nostro codice etico e bandendo ogni forma di discriminazione. Nel 2014 la Granda Zuccheri ha deciso di avviare un programma di audit sociale effettuato da organismi indipendenti secondo lo schema 4 pillar: Labour Standards, Health & Safety, Environment, Business Practices e dal 2020 ha deciso di partecipare al percorso di controllo da parte di Ecovadis ottenendo il punteggio di 47/100 rientrando nel 50 per cento delle aziende valutate da Ecovadis che hanno ottenuto i punteggi migliori nel corso del 2020. Negli anni abbiamo implementato le condizioni di sicurezza sul posto di lavoro ed a questo proposito nel 2021 abbiamo conseguito la certificazione ISO 45001:2018 proprio in materia di salute e sicurezza dei lavoratori.

L’obiettivo per il 2023 è di adottare un piano di welfare aziendale per soddisfare le esigenze dei nostri dipendenti non solo dal punto di vista retributivo, bensì attento al benessere globale dell’individuo, che comprende anche le sue componenti fisico-psichiche. Siamo sempre più convinti che per ben funzionare l’azienda non deve solo guardare al bilancio finanziario e al riscontro economico, ma deve assolutamente prestare attenzione al benessere delle risorse umane che in essa si impegnano”.

 

Coordinamento Progesia

Intervista Barbara Odetto